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Aprico
| Modificato da: mauro
il: 06/04/2013 16.54.00
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Paragrafi:

1) Introduzione
2) Intervento




Introduzione

Nella scuola primaria il 10-15% degli alunni (2-3 per classe, da 50 a 75mila in tutta Italia) ha difficoltà a svolgere le normali attività (leggere, scrivere, far di conto); nella scuola secondaria inferiore tale dato sale al 20-25%, (fonte Associazione Italiana Dislessia). Circa il 5% del totale della popolazione scolastica presenta Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), definiti genericamente Dislessia.


L'Italia è in ritardo rispetto al resto dell'Europa nella prevenzione, identificazione e intervento dei DSA. L'inadeguata preparazione della Scuola da un lato e lo scollamento tra Scuola e Sanità (che a sua volta non ha le forze necessarie per far fronte al problema soprattutto per la riabilitazione ) dall'altro non permettono l'utilizzo di strumenti e strategie d'intervento adeguate nei tempi appropriati; solo una precoce individuazione dei disturbi ( e quindi una precoce riabilitazione) può, se non risolvere, certamente ridurre il disturbo evitando un ritardo nell'apprendimento e la conseguente ricaduta negativa sull'autostima degli alunni con DSA . In questo contesto la Scuola gioca un ruolo centrale e strategico, proprio perché è qui che i DSA emergono in tutta la loro complessità.


Se individuato e affrontato in tempo un Disturbo Specifico di Apprendimento si può, se non risolvere, certamente ridurre. L'età più adatta per individuare in un bambino un disturbo specifico di apprendimento e quindi potere intervenire in modo adeguato, è attorno ai sei anni. Quanto più si tarda rispetto a tale periodo tanto più si compromette la possibilità di un esito favorevole dell'intervento.


Al contrario, se non si interviene dai primi anni della scuola, i problemi legati al DSA sono pressoché irrecuperabili, con grande danno per lo sviluppo personale del bambino, la cui diversità incompresa lo esclude sempre di più dal contesto sociale, e forte disagio della famiglia (i genitori, anche e sopratutto quelli che hanno preparazione scolastica di alto livello, se non guidati, non riescono a capire la natura del problema e le azione da intraprendere).


Intervento

A partire da queste considerazioni, stante la gravità della situazione, diviene evidente la necessità di intervenire con urgenza per fornire mezzi e metodologie per dare risposta al problema.

È quindi negli anni della Scuola che il progetto interviene, creando, fin dai primi anni della primaria un ambiente in cui tutte le componenti coinvolte siano consapevoli del problema e abbiano imparato a interiorizzarlo e accettarlo e parallelamente individuando i possibili soggetti a rischio per informare i famigliari affinché possano accedere alla Sanità pubblica per una diagnosi definitiva. Sempre nella Scuola poi si utilizzeranno da un lato dei programmi di rieducazione e dall'altro gli strumenti compensativi.

In questo contesto, ovviamente la scuola gioca un ruolo centrale e strategico, proprio perché è nella scuola che i disturbi di DSA si manifestano per la prima volta ed emergono in tutta la loro complessità. La scuola italiana spesso è ancora impreparata non solo a riconoscere, ma anche ad accettare e affrontare, con le giuste modalità didattiche, il disturbo dislessico.

Il lavoro intrapreso dall'AID in questi anni (sia alla base che ai vertici della scuola) attualmente sta dando i propri frutti. La maggior esposizione dell'opinione pubblica al problema ha portato a far riconoscere un maggior numero di casi di soggetti in età scolare con DSA. Questo, insieme al lavoro dell'AID, ha reso molti insegnanti più sensibili al problema (e quindi desiderosi di approfondimento).

Contemporaneamente l'Associazione Italiana Dislessia ha aperto in quest'ultimo anno una collaborazione proficua con il MIUR che ha dato vita a un piano formativo nazionale che il MIUR (attraverso i CSA provinciali, cioè gli ex Provveditorato agli Studi)ha già promosso in 12 regioni e che verrà esteso poi a tutta Italia (2006/2008).

ASPHI e partner qualificati lavorando da diversi anni sul tema della tecnologia informatica e telematica (ICT) applicata ai Disturbi dell'apprendimento hanno realizzato e sperimentato diverse modalità di intervento, sfruttando appieno gli aspetti telematici, utilizzando le potenzialità della rete Internet.
Il progetto propone DUE AZIONI di intervento che intendono far fronte alle problematiche descritte cercando di creare modelli trasferibili di buone pratiche.




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